ACQUI TERME.
Ci ha scritto il consigliere comunale Vittorio Ratto:
"No scuola media, no party (niente Miva Borma). Un po' le feste natalizie, un po' di follia pre-elettorale (per fortuna non ha contagiato tutti) hanno contribuito a valutare con una certa superficialità un fatto che i cittadini acquesi hanno potuto apprendere dagli organi di stampa e sul quale i partiti della maggioranza (e non solo) si sono defilati, timorosi di prendersi la briga di fare alcune elementari valutazioni. Mi riferisco al consiglio da parte della Corte dei Conti di Torino di non accedere a mutui di qualsiasi tipo compreso un maldestro tentativo di leasing in quanto considerati debiti, per realizzare la nuova scuola media presso l’area della ex Miva Borma, oggetto della grandiosa deliberazione del Piano Particolareggiato Esecutivo con cui si concedeva ad una Società di Acqui Terme la possibilità di recuperare l’area dell’ex-vetreria.
Anche il sottoscritto, in quella occasione, e in quelle successive che trattavano tale iniziativa, ha sempre votato a favore poiché, senza entrare nel merito del progetto, non era possibile rifiutare un investimento di tale portata, il recupero di una così vasta area della città, attualmente in disuso, per ultimo, ma non meno significativo, la necessità di contribuire ad un voto unanime in Consiglio Comunale per poter superare l’esame, o meglio le forche caudine, della Regione che su vari aspetti avrebbe potuto benissimo sollevare dubbi sull’intero progetto. Ma è qui che cade l’asino. L’Assessore all’Urbanistica, ormai dimissionario (ma l’Amministrazione c’è ancora?) scriveva e trionfalmente spiegava: “per poter realizzare il progetto del recupero dell’area ex Borma si avrebbe dovuto seguire la strada della variante del PRG (Piano Regolatore Generale), che avrebbe imposto tempi lunghissimi, ma era possibile la strada del PEP (Piano particolareggiato esecutivo) qualora vi fosse un interesse preminente della collettività. Vista l’esigenza improrogabile di costruire una Scuola media si è colta l’opportunità di chiedere una disponibilità da parte del proponente a collaborare per tale realizzazione, richiesta accolta, che ha conseguentemente rafforzato la scelta di adottare il P.E.P.”
Senza entrare nel merito del progetto che avrebbe ottenuto anche un milione di euro di premio per le soluzioni energetiche, un contributo del proponente del progetto ex-Miva Borma di euro 1.900.000, la dismissione da parte dello stesso di 10.000 mq per la realizzazione della scuola, di una diffida da parte di forze politiche non presenti in Consiglio Comunale che confuta in modo realistico buona parte del progetto della scuola, ritengo di poter affermare che l’inserimento nel Pep del progetto di tale scuola abbia costituito verosimilmente “il cavallo di Troia” che ha giustificato “socialmente” tutto il progetto del recupero dell’ex-Miva Borma e ne abbia giustificato una disamina cioè un iter più rapido. Non solo al sottoscritto è nato il dubbio che “la chicca finale” cioè la scuola (come la definisce l’ex Assessore), che per ora non si realizzerà, potrebbe essere stata la trovata davvero geniale per poter portare in porto il progetto di recupero dell’area.
L’impossibilità di realizzare la scuola provocherebbe: l’improvvisa (contestuale e fondamentale) scomparsa dell’elemento chiave per permettere al progetto di stare in piedi sia per il fatto che viene a mancare la contropartita sociale decisiva (aree di cui al comparto C/5 destinate al nuovo polo scolastico) sia perché non esiste più l’unanimità su questo progetto, per quanto mi concerne, in quanto viene a mancare quella parte decisiva che ha convinto il sottoscritto e forse altri ad esprimere un voto favorevole che oggi, così come si presentano i fatti, non c'è più. La mia posizione non è quella né di un pentito, né di un dissociato né di una persona oggetto di compravendita, vorrei essere chiaro, ma come dicono le leggi: i patti devono essere osservati. Ciò è successo a causa dell’improvvisazione e della superficialità di molti a cominciare dal Sindaco che ha già affermato, mentre affonda la nave, che la Scuola Media potrebbe essere realizzata presso il Tribunale, appena questo verrà chiuso.
Una affermazione poco responsabile che segue all’incapacità di dare una soluzione al pasticcio dell’area ex-Miva Borma. Agli acquesi piacerebbe conoscere l’opinione anche di molti altri Consiglieri Comunali che avevano contribuito ad un voto “unanime” ma che si è rivelato fragile. Quali pratiche conseguenze ne derivano da questi fatti? È indubbio che la deliberazione del PEP, compreso la Convenzione con il Comune, mancando dell’elemento fondamentale che ne giustificava l’approvazione dalla Regione Piemonte e il suo iter rapido dovrà essere rivista in quanto priva di alcuni elementi vitali che la tenevano in piedi. Vorrei comunque avanzare una proposta pratica. La Società proprietaria dell’area ex-Borma potrebbe realizzare la nuova Scuola Media e metterla a disposizione al Comune, il quale pagherà un affitto che le permetterà di riscattarla in un certo periodo di anni corrispondente alla durata dell’ipotetico leasing. Al termine il Comune di Acqui Terme diventerà proprietario. Le risorse finanziarie verrebbero direttamente dall’affitto che oggi viene erogato presso la sede attuale delle ex-Suore Francesi. Ritengo possibile un impegno da parte della Società che si appresta a recuperare l’intera area, in quanto dalla stessa sopportabile. Alla prossima Amministrazione la soluzione del problema".