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La 'Piccola fiammiferaia' della Pisterna

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ACQUI TERME - La favola della 'Piccola fiammiferaia', scritta nel 1848 dalla mano del danese Hans Christian Andersen, riprende vita tra le vie e le piazze di Acqui Terme con la piccola Alexia Marcozzi nel ruolo della fiammiferaia. Gli scatti e le immagini immortalati da Valerio Marcozzi nel centro storico della città termale hanno saputo fa riemergere la poesia e la profonda intensità della favola dello scrittore danese.

La trama è nota: È la notte di capodanno, e la Piccola Fiammiferaia è in strada, al freddo, a vendere fiammiferi. Non ne ha venduto ancora neppure uno; sta gelando ma non osa tornare a casa perché teme la reazione che il padre avrebbe vedendola rientrare senza un soldo di incasso.

Cercando disperatamente di scaldarsi, la Piccola Fiammiferaia inizia ad accendere qualche fiammifero. Per ogni fiammifero acceso, un'immagine appare davanti a lei, sparendo poi quando la fiamma si spegne; prima le appare una stufa, poi un tavolo imbandito, poi un albero di Natale quando una stella cadente attraversa il cielo, alla Piccola Fiammiferaia torna alla memoria la nonna morta, che era solita raccontarle che ogni stella cadente è un'anima che vola in paradiso. Accendendo un nuovo fiammifero, la bambina vede sua nonna; per prolungare quella visione, accende velocemente tutti i fiammiferi. Quando anche l'ultimo fiammifero si spegne, la Piccola Fiammiferaia sogna di essere portata in cielo dalla nonna. Il suo corpo senza vita viene ritrovato nella neve, con un sorriso in volto e un mazzetto di fiammiferi spenti in mano.

La fame, il freddo, la sete, la mancanza di amore, l'indifferenza che caratterizza la storia della nostra piccola fiammiferaia è spesso la fotografia della nostra vita, della nostra società. Possiamo cercare di fuggire nell'immaginazione di ogni piccolo fiammifero che accendiamo, che qualcuno ci accende, ma non possiamo fuggire dalla realtà, pena la morte della nostra essenza.

Abbiamo bisogno della luce dei nostri valori, delle nostre tradizioni, una luce capace di illuminare i nostri sogni, le nostre emozioni.

Commuove questa favola, una commozione, pulita, profonda che non deve far paura, da condividere, con figli e nipoti, senza alcuna vergogna, come le lacrime della nostra vita. Non dimentichiamo mai quella piccola bimba, la piccola fiammiferaia, li fuori da sola nel freddo glaciale dell’indifferenza, ad un passo dalle nostre case, calde e riscaldate, testimonianza della disperazione, degli ultimi, dei diseredati, degli affamati. In fondo siamo fortunati! Non dovremmo mai dimenticare il bimbo che è in noi, la sua genuinità, la sua spontaneità, perché ogni anno ritorna ad annunciare la luce, la speranza, l’alba di una nuova avventura.

Ultima modifica il Venerdì, 03 Febbraio 2012 14:38

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