Il Portale dell'Acquese

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Giovedì, 10 Maggio 2012 15:45

Galeazzo: messaggio elettorale

"Acqui deve avere sviluppo e lavoro, non può più permettersi sprechi e scarsa attenzione al bene comune. Al ballottaggio, cambiare si può, e si deve" dice Aureliano Galeazzo

Acqui va al ballottaggio con due candidati separati da appena quaranta voti, cioè di fatto alla pari.

Da questa prima constatazione si avvia l’analisi del voto del primo turno di Aureliano Galeazzo, che ha visto premiata notevolmente una campagna elettorale tutta incentrata sul rinnovamento.

“La coalizione da me guidata era, insieme al Movimento 5 Stelle, l’unica che non ha amministrato questa città negli ultimi due decenni. Ero perciò, necessariamente, anche il meno conosciuto. Ho proposto il cambiamento, un cambiamento reale, come tema della mia campagna elettorale, e molti acquesi hanno compreso la mia proposta.”

Vengo da un’esperienza amministrativa decennale (conclusasi con un bilancio più che lusinghiero) a pochi chilometri da qui. Il primo grande sforzo della mia campagna elettorale è stato di farmi conoscere dagli acquesi. Il risultato del voto del 6 e del 7 maggio, da questo punto di vista, è più che positivo.”

È il punto di partenza di un’analisi che adesso si concentra sulla sfida del ballottaggio.

 

“Intanto noto che la grande maggioranza degli acquesi, tre su quattro addirittura, ha espresso chiaramente la propria insoddisfazione per come la città è amministrata, non votando per la continuità. Gli acquesi hanno ancora un’opportunità storica per cambiare, scegliendo me al ballottaggio.”

Le prossime due settimane, prima del voto decisivo del 20 e 21 maggio, sono quelle in cui la realizzazione del cambiamento si deve concretizzare, e Aureliano Galeazzo ha idee molto chiare.

 

“Ora si tratta di portare a compimento, insieme alla eccezionale squadra di persone che con me lavorano, un programma che vuole cambiare Acqui al meglio. Al primo punto abbiamo messo il lavoro, perché di questo loro diritto hanno bisogno i cittadini e le cittadine. Il lavoro arriva solo con lo sviluppo, che è il primo dei punti del nostro programma. Lo sviluppo viene con la valorizzazione delle eccellenze del territorio, e si può ottenere solo uscendo dall’isolamento (tutt’altro che dorato) in cui ci ha precipitato chi ha amministrato finora. Lo sviluppo viene con il lavoro, il turismo, le terme. Viene nel settore dell’edilizia, che ci impegnerà in un progetto di riqualificazione, attento all’ambiente. L’Europa ci chiede di adeguare, nei prossimi anni, le nostre costruzioni e i nostri territori. È una grande opportunità di lavoro per le imprese locali, è una grande opportunità per il miglioramento della città. Sarà uno sviluppo diverso e migliore, con attenzione alle risorse naturali, al suolo, all’acqua pubblica.

Attenzione che noi dovremo dedicare alle piccole cose, alla manutenzione della città, alla sua pulizia, all’ordine. Ogni giorno, sulla base delle richieste dei cittadini, e non solo aprendo cantieri poco prima delle elezioni come succede ora in città.

Ancora, voglio un’attenzione, da subito, agli sprechi. Questa amministrazione di cui Bertero è stato protagonista, lascia 46 milioni di euro di debiti, cioè lascia a ogni acquese 2.500 euro di debito, neonati compresi. Dobbiamo, con trasparenza, ridurre i costi superflui, gli incarichi esterni, le spese correnti, a cominciare dalle indennità e spese di rappresentanza degli amministratori, lo staff del sindaco. Oggi questi sprechi costano oltre 500.000 euro all’anno, tagliabili subito.

E dobbiamo ridurre sensibilmente i costi delle utenze con investimenti a costo zero, a incominciare dalle energie rinnovabili.”

 

“Il vero confronto tra me e Bertero è tra chi vuole essere il candidato di tutti gli acquesi e chi invece continua a essere il candidato soltanto di una parte politica, secondo uno schema che si è ripetuto in questi decenni ad Acqui. Tra chi parla di un progetto di sviluppo e chi fa promesse che non potrà mantenere, e facili calunnie.

È facile spaventare le persone parlando di moschea e campi rom, l’ha fatto anche la Moratti a Milano l’anno scorso, e sappiamo come è andata. Noi non abbiamo promesso nessuna moschea, nessun campo rom, così come non abbiamo promesso consulenze, incarichi e regalie a spese dei cittadini. Noi vogliamo che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti, che abbiano grazie a noi il cambiamento e lo sviluppo e il lavoro che finora Acqui non ha potuto avere.

E mi auguro di poter avere con Bertero, un confronto pubblico su questi temi per spiegare che finalmente, a Acqui, è finito il tempo delle false promesse e delle calunnie, che cambiare si può.”

 

Aureliano Galezzo

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Martedì, 08 Maggio 2012 01:19

Bertero e Galeazzo al ballottaggio

Al ballottaggio ci andranno Enrico Bertero e Aureliano Galeazzo, praticamente appaiati sulle stesse percentuali di voto. Poco sopra al 25%. Abbastanza per lasciare i giochi aperti. Sia a destra che a sinistra.

 

Nessuno dei due però parla di eventuali apparentamenti con gli altri candidati e liste rimaste fuori dalla corsa: Bosio, Protopapa, Gelati, Roffredo, Ristorto e Pier Paolo Cannito. Anche se quest’ultimo gongola dopo il lusinghiero risultato ottenuto: circa il 12% delle preferenze e 1400 voti. Abbastanza da avergli fatto conquistare due posti in consiglio comunale.

 

"Il mio obiettivo è quello di andare a rompere le scatole anche se in maniera costruttiva – ha detto il grillino – per noi la trasparenza sarà fondamentale, soprattutto per quanto concerne gli appalti e gli incarichi esterni". Un modo di pensare che piace a Galeazzo che infatti ha detto: "sono molto contento del risultato ottenuto dai grillini, hanno un modo di fare politica un pochino diverso dal nostro ma la sostanza e gli obiettivi sono i medesimi".

 

Per Cannito però non ci sarà nessuna indicazione di voto. "Dico ai miei elettori di andare a votare perché si tratta di un diritto e di un dovere, ma non voglio dare nessuna indicazione". L’analisi del voto acquese continua poi con i commenti di Enrico Bertero. "Sono contento del risultato ottenuto. Siamo una squadra molto unita e siamo pronti a scendere in campo ancora una volta per conquistare la fiducia dei cittadini. Loro sanno che ci sono e che ci sarà anche in futuro".

 

C’è delusione invece fra gli altri candidati a sindaco. Soprattutto per Bernardino Bosio, sindaco di Acqui per 10 anni e per Marco Protopapa candidato della Lega nord. "Mi dispiace che la buona volontà e il buon progetto che avevamo creato non sia stato condiviso dalla gente – ha detto Marco Protopapa – la Lega acquese paga purtroppo quello che è l’andamento nazionale del movimento che si trova in una fase di transizione. Non darò nessuna indicazione di voto ai miei elettori anche se dico loro di andare alle urne". C’è delusione anche nelle parole di Bernardino Bosio che con le sue tre liste ha conquistato circa il 14% dei voti e un posto: "Non nego di essere deluso, ho pagato il fatto che la gente mi identifichi ancora con la Lega. Sono curioso però di sapere chi sarà il vincitore tra Bertero e Galeazzo".

 

Giovanna Galliano

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È Aureliano Galeazzo il candidato sindaco del centro-sinistra alle prossime elezioni comunali. È questo il risultato emerso dalle primarie tenutesi al Palafeste Kaimano. L'attuale sindaco di Alice Bel Colle ha ottenuto, su un totale di 1708 votanti effettivi (cui vanno sommate tre schede bianche e altrettante nulle) ben 581 preferenze, contro i 393 voti per Gian Franco Ferraris, i 373 per Maria Carla Giaccari e i 361 per Michele Gallizzi.

Queste le reazioni a caldo di Aureliano Galeazzo:
“Il dato importante da sottolineare è innanzitutto l'affluenza, molto molto alta se si considerano le condizioni atmosferiche. Queste primarie ritengo siano state una bella prova di democrazia con un risultato che, devo ammettere, per certi versi è addirittura inaspettato. Adesso in prospettiva l'obiettivo sarà quello di formare, insieme agli altri candidati, una coalizione di centro-sinistra per presentarci uniti e compatti all'appuntamento importante, che sarà quello ovviamente delle elezioni del prossimo maggio. Avevo detto, in sede di campagna elettorale, che uno degli obiettivi principali per chiunque fosse stato scelto era quello di trasformare l'anti-politica in partecipazione: credo che l'intera giornata delle primarie deponga a favore di questo avvenuto cambiamento. Desidero inoltre ringraziare particolarmente tutte le persone che mi hanno aiutato, incoraggiandomi e sostenendomi fino ad arrivare a questo grande risultato”.

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Ci ha scritto il comitato promotore "Aureliano Galeazzo Sindaco":

"Cari Amici, il 29 Gennaio 2012 si terranno le primarie del centro-sinistra acquese per la scelta del candidato sindaco. Un’occasione importante per riaffermare il valore della democrazia e il diritto di scegliere i nostri rappresentanti. Vi invitiamo ad andare a votare, perché le primarie sono un grande strumento di partecipazione e condivisione. Noi sosteniamo la candidatura di Aureliano Galeazzo. La prima motivazione del nostro impegno per Aureliano è la fiducia. Aureliano è una persona seria, onesta, capace di ascoltare i suggerimenti, che sa “fare squadra” condividendo idee e progetti. Aureliano ha una vera “passione civile”, come dimostra la sua esperienza di sindaco ad Alice Bel Colle.

Il nostro impegno per Aureliano è anche una precisa scelta politica. Galeazzo è il candidato che meglio incarna i valori del centro-sinistra nei quali ci riconosciamo: democrazia, solidarietà, equità. Per questo motivo Aureliano Galeazzo è l’unico candidato sostenuto in queste primarie sia da un parte del Partito Democratico (il gruppo di Alternativa Riformista) sia da Sinistra Ecologia e Libertà. La partecipazione è l’aspetto caratterizzante della candidatura di Galeazzo. Aureliano ha accettato di partecipare sulla spinta del sostegno di tanti cittadini, singoli o organizzati in associazioni, che gli hanno chiesto di candidarsi. Più di 400 persone gli hanno ribadito la fiducia, firmando il documento di candidatura alle primarie e partecipando agli incontri programmatici. Il programma per Acqui con cui si presenta alle primarie è stato frutto di un intenso lavoro di condivisione, con l’organizzazione di incontri tematici su sanità, lavoro, ambiente, urbanistica, edilizia.

La convinzione, nostra e di Aureliano, è che gli Acquesi devono essere i protagonisti della rinascita della città. Il programma per l’Acqui di Domani si basa su 4 priorità sulle quali lavorare da subito: Sviluppo e Lavoro; Città, Ambiente e Territorio; Qualità della vita e servizi pubblici; Buona Politica e Partecipazione dei Cittadini. L’obiettivo delle primarie è quello di selezionare un candidato capace di riportare il centro-sinistra al governo della città dopo tanti anni. Noi riteniamo che Aureliano Galeazzo sia il candidato migliore per centrare quest’obiettivo. Aureliano ha la concreta possibilità di diventare sindaco. Rappresenta la vera novità politica del centro-sinistra acquese e allo stesso tempo ha l’esperienza amministrativa necessaria per guidare un Comune che ha gravi problemi di bilancio. Il voto per Aureliano è il voto utile per portare il centro-sinistra unito alla vittoria nelle prossime elezioni comunali". 


Clicca quì per visionare il programma completo

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Martedì, 17 Gennaio 2012 15:43

4 incontri con Aureliano Galeazzo

Ci ha scritto il comitato elettorale di Aureliano Galeazzo:

Partecipazione è una parola strana. Facile da pronunciare, complessa da realizzare. È presente in tanti programmi politici, ma quasi sempre resta confinata nelle intenzioni e nei proclami. Con Aureliano Galeazzo, candidato sindaco alle primarie del centro-sinistra acquese, abbiamo deciso di fare il percorso inverso: prima il fare, poi l’enunciare. Abbiamo organizzato giornate di incontri, seminari, presentazioni pubbliche. E solo adesso ci sentiamo tranquilli nell’affermare che stiamo costruendo il programma di tutti per la città di tutti.

Prima del 29 Gennaio 2012, giorno delle primarie di centro-sinistra acquese, abbiamo pianificato altri 4 appuntamenti per incontrare gli Acquesi e conoscere le loro esigenze e speranze: - Incontro con le Comunità straniere e gli immigrati residenti ad Acqui. Mercoledì 18 Gennaio, ore 20,30 presso il salone della Croce Bianca. - Incontro su lavoro, sviluppo, turismo, cultura. Giovedì 19 Gennaio, ore 21 al Circolo Galliano. - Incontro con le associazioni di volontariato, operatori dei Servizi Sanitari, operatori dei Servizi Socio-Assistenziali e cittadini. Venerdì 20 Gennaio ore 21 a Palazzo Robellini - acQUI ADESSO NOI. Una serata di musica, film e parole realizzata dai giovani per costruire assieme l’Acqui di domani. Sabato 21, dalle ore 17,30 al Circolo Galliano.

Al termine di questi incontri avremo proseguito nel percorso partecipato per definire le linee guida e i fondamenti di un programma costruito dai cittadini, che avranno l’opportunità di verificarne tempi e modalità di attuazione.

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Lunedì, 09 Gennaio 2012 11:51

Tre incontri con Aureliano Galeazzo

Ci ha scritto l'attuale sindaco di Alice Bel Colle e candidato alle primarie del Partito Democratico, Aureliano Galeazzo:

Il programma di tutti per la città di tutti. Il nostro impegno per Acqui a sostegno di Aureliano Galeazzo è ben sintetizzato nella frase di don Milani che dice: "ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia." Già, noi vogliamo fare politica. Buona politica, di cui c'è bisogno. E la buona politica per noi è fatta di partecipazione e coinvolgimento. Per questo il programma con il quale Aureliano Galeazzo si presenta il 29 Gennaio 2012 alle primarie è un programma che stiamo costruendo con tutti. Per continuare questo lavoro programmatico e migliorarlo, oltre agli incontri di persona abbiamo deciso di organizzare alcuni appuntamenti. Gli incontri fissati alle ore 21 al Circolo Galliano (p.zza S.Guido 38) per ora sono tre:

- Ambiente, energie rinnovabili , beni comuni …..per il 10 gennaio

- Urbanistica, edilizia scolastica.......per il 13 gennaio

- Sviluppo, lavoro, turismo, cultura....per il 19 gennaio

Questi incontri ci servono per approfondire aspetti, problemi e risorse di Acqui. Per questo abbiamo chiamato degli esperti, che ci aiutino a impostare i problemi ed inquadrare i temi. Riconoscere le competenze e valorizzarle è compito della politica. Come è compito della politica ascoltare chi vive in prima persona i problemi, per cui gli ospiti più importanti siete voi. La vostra partecipazione non è utile. E' semplicemente indispensabile. Perchè la città di tutti la possiamo costruire solo se il programma lo costruiamo tutti assieme. Non siate avari, nel senso che intende Don Milani. Regaliamoci tutti una nuova stagione per la politica e per la città. Vi aspettiamo. In questi giorni e il 29 gennaio. Il giorno delle primarie della coalizione di centro-sinistra, il giorno in cui dovrete decidere se farvi scegliere o scegliere.

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Molti i partecipanti alla presentazione ufficiale del candidato alle primarie del centro-sinistra, Aureliano Galeazzo, in corsa per l'elezione a sindaco di Acqui nella prossima primavera. Chi si aspettava un incontro politico non è stato deluso, perché il dibattito molto partecipato ha toccato punti importanti e concreti della vita dei cittadini, dalla salute alla scuola, dal lavoro al rapporto con il territorio, dall'assistenza sociale alla trasparenza amministrativa, dalla condizione degli anziani all'integrazione degli immigrati, dalla crisi di partecipazione ai rapporti interni al centro-sinistra.

Ed è stata anche una buona occasione per conoscere più da vicino il modo di ragionare e lo stile del candidato, che ha scelto di svolgere una introduzione molto essenziale, toccando le questioni principali, per poi aprire subito la discussione che si è protratta fin verso le 23.30. Senza lunghi preamboli, Galeazzo ha anzitutto spiegato i motivi per cui ha accettato la proposta a candidarsi: “una necessità di cambiamento della politica locale”, che passi attraverso un progetto organico e complessivo per il futuro di Acqui e del suo territorio. Un progetto che contribuisca a creare opportunità di lavoro, in primis per i giovani. Un progetto che alla crescita economica accompagni la crescita della qualità della vita:

“Vorrei lavorare per una città che torni a ragionare con i piedi per terra, attenta alla difesa e all'uso del suolo, sobria nell'utilizzo di risorse scarse e gravate da un pesante debito, capace di ridiventare punto di riferimento per l'intera zona, valorizzando le sue peculiarità ed eccellenze: dall'enogastronomia al turismo e al termalismo, dalla rete dei produttori a quella dell'accoglienza ma sia in grado di sviluppare nello stesso tempo la cultura e la socialità, perché queste cose procedono insieme, altrimenti non si esce dalla marginalità”. “Non ho la pretesa di dire nulla di nuovo né di straordinario, ma mi propongo di prendermi a cuore il futuro della città, di averne cura, di seguire i problemi e le possibili soluzioni”.

Per questo Galeazzo ha insistito sul metodo: incontrare i cittadini, per ascoltare e conoscere le situazioni, le necessità, le possibilità di sviluppo, così da elaborare un programma credibile, condiviso e praticabile, che non rinunci al sogno di rinnovare la politica e l'amministrazione acquese, senza perdersi dietro progetti faraonici e inconcludenti. Una partecipazione dei cittadini essenziale non solo in vista del voto e del programma, ma anche per la sua realizzazione effettiva, per controllarne modi e tempi e verificarne i risultati: “Quello che vogliamo proporre ai cittadini è riprendersi in mano il loro futuro e quello della città, ritrovare l'orgoglio di appartenere ad una comunità fiera delle proprie radici e proprio per questa aperta al confronto e al dialogo con tutte le altre, nel reciproco rispetto … ritrovare l'orgoglio di appartenere da protagonisti ad una città e ad un territorio da troppo tempo considerato marginale, nonostante le sue potenzialità”. Si tratta di “battere l'anti-politica, che rischia di portarci fuori dalla democrazia, lasciando fuori i cittadini dall'impegno per il bene comune e la gestione del proprio territorio”.

Anche per questo occorre consolidare un modo di lavorare condiviso: “non credo nei leader che miracolosamente risolvono da soli i problemi: abbiamo tutti sotto gli occhi i guasti e gli effetti negativi di chi era visto come “l'Unto del Signore”, viceversa credo in un lavoro di squadra, in cui ciascuno si assume le proprie responsabilità e risponde di persona la condizione necessaria è avere ben saldi i valori di riferimento: la democrazia, la dignità delle persone ed il rispetto, il valore del lavoro e della solidarietà, il rispetto delle regole. La condizione sufficiente è la gestione costante, quotidiana della cosa pubblica, con una amministrazione efficiente e trasparente”. Per questo Galeazzo in questa prima uscita pubblica ha voluto subito sgombrare il campo dai possibili “conflitti d'interesse” connessi alla sua attuale attività amministrativa e imprenditoriale.

Tra i numerosi partecipanti, sono intervenuti nel dibattito i responsabili politici dei partiti che hanno promosso le primarie di coalizione del centro-sinistra acquese, ma anche semplici cittadini, persone attive nell'associazionismo e nella società civile locale; da tutti è venuto un apprezzamento per la candidatura di Aureliano Galeazzo, per la scelta di partecipare alle primarie, per la sua buona esperienza acquisita in quasi dieci anni come sindaco di Alice, come presidente dell'Unione collinare dei Comuni dell'Alto Monferrato acquese, come presidente dell'associazione dei 52 “Comuni del Moscato”.

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Nella serata di Martedì 13 dicembre ha presentato la sua candidatura alle primarie del Pd il sindaco uscente di Alice Bel Colle, Aureliano Galeazzo.

D: Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a gettarsi nella mischia anche ad Acqui dopo anni di vita 'tranquilla' ad Alice?
R: Innanzitutto perché rilevo la necessità di cambiamento, un cambiamento che passi anzitutto da un progetto organico e complessivo per il futuro di Acqui e del suo territorio. Un progetto che contribuisca a creare opportunità di lavoro, in primis, ovviamente, per i giovani; un progetto di città che alla crescita economica accompagni la crescita di qualità della vita; una città attenta alle esigenze di tutti ed in particolare alle fasce più deboli, ovvero una precisa attenzione alla difesa dei beni comuni; una città attenta alla difesa ed all'uso del suolo; una città che torni a ragionare con i piedi per terra e, abbandonati progetti grandiosi, cerchi di utilizzare al meglio quello che ha con particolare riguardo alle sue peculiarità ed eccellenze nonché a quelle del suo territorio: dal termalismo al paesaggio, dalla gastronomia ai vini passando per la qualità della sua rete d'accoglienza.

D: Un programma senza dubbio ambizioso...
R: Non credo di dire niente di nuovo o di straordinario. Penso che questo progetto di città possa rientrare nei programmi di tutti i candidati, di tutti quelli che hanno a cuore il futuro di Acqui e dell'acquese. Ma quello che per me è importante, forse ancora più importante dei programmi stessi, è il modo in cui uno si propone di tentare di realizzare questo progetto.

D: Perciò quali presupposti vanno soddisfatti per concretizzare queste idee?
R: La condizione necessaria per me è quella di avere ben saldi dei valori di riferimento, i valori cui ispirarsi. Pochi ma ben chiari: democrazia, dignità delle persone, lavoro, solidarietà e rispetto di tutti, rispetto delle regole. La condizione sufficiente è al concreta e quotidiana gestione della cosa pubblica fatta di sobrietà, di amministrazione efficace, efficiente e soprattutto trasparente.

D: Seguendo questa ricetta, però, sembra quasi mancare un ingrediente, qual'è secondo lei?
R: Quello che manca è la cosa più importante e questa devono metterla gli acquesi: perché quello che ho raccontato: il sogno, il progetto, il modo per realizzarlo, difficilmente lo può mettere in atto un'amministrazione comunale, un sindaco o chiunque altro senza la partecipazione dei cittadini. È quindi la voglia di partecipare il valore aggiunto che, col gruppo che mi sostiene, vogliamo e dobbiamo dare al nostro progetto o al nostro sogno. Partecipare all'elaborazione del progetto. Partecipare alla sua realizzazione. Controllarne i modi ed i tempi di esecuzione. Verificarne risultati ed obiettivi.

D: Qual'è quindi la richiesta che propone ai cittadini acquesi?
R: Di riprendersi in mano il futuro. Il loro e quello della loro città. Di ritrovare l'orgoglio di appartenere ad una comunità fiera delle proprie radici e per questo aperta al confronto ed al dialogo con tutte le altre nel reciproco e pieno rispetto. Di ritrovare l'orgoglio d'appartenere ad una città e ad un territorio considerato da qualche tempo quasi marginale (ospedale, uffici telecom, enel, tribunale, trasporti, vie di comunicazione ecc.)

D: (Ri)avvicinare i cittadini alla politica, quindi.
R: Trasformare il rifiuto della politica o l'”antipolitica” in partecipazione non serve solo per Acqui o per il suo futuro. Penso sia la strada obbligata che dovremmo percorrere tutti per ridare contenuto concreto alla parola democrazia senza la quale dovremmo rassegnarci a cominciare a vivere in quella che alcuni già definiscono la “Post-democrazia”, quella in cui dietro la forma democratica c'è una sostanza globale fatta di pochi tecnici e finanzieri che dettano le regole del mondo

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Venerdì, 04 Giugno 2010 09:47

Alice, il fotovoltaico prima di tutto

Alice Bel Colle punta sul fotovoltaicoAlice Bel Colle punta decisamente sul fotovoltaico. È stato infatti inaugurato il nuovo sistema di energia alternativa direttamente nei locali della Vecchia cantina sociale di Alice e Sessame. Si tratta di una struttura dalla capacità di 198 KWP: l'impianto, installato sulle coperture del reparto moscato e tettoia “cella Martini”, consiste in 829 moduli da 240Wp, per una produzione media annua di 225 mila Kwh, para alla copertura all'incirca del 30 per cento dei consumi energetici della Cantina con una riduzione di petrolio pari a 50 tonnellate.

“Si tratta del secondo impianto in paese – afferma con una punta d'orgoglio il primo cittadino, Aureliano Galeazzo – il primo è stato realizzato sul tetto del palazzo comunale alla fine del 2009”. Ma la cittadina famosa in tutta la regione per le sue vigne sembra non volersi fermare qui, ed anzi punta decisa ad aumentare il numero dei centri di produzione di energia “verde”. “Nell'arco di tre mesi – dice ancora il sindaco – sarà predisposto un terzo impianto, situato sopra il depuratore comunale che depura le acque delle due cantine sociali di Alice. Il comune e i privati hanno intrapreso una strada assolutamente di primo livello nello scegliere il fotovoltaico, ed in particolare nella decisione di sistermarlo sui tetti degli edifici, cercando in tal modo di minimizzare l'impatto ambientale.”

La scelta portata avanti all'amministrazione locale va di pari passo con la richiesta inoltrata dal comune per salvaguardare il paesaggio collinare che è in lista per essere incluso nel patrimonio dell'Unesco. “Sia questo che il prossimo impianto – conclude Galeazzo - saranno costantemente monitorizzati per informare il pubblico sul totale di energia prodotta e sulla quantità di co2 non emessa nell'atmosfera”. Da mesi, infatti, sotto i portici del comune, si trova un tabellone elettronico contenente tre dati: i watt prodotti nel momento in cui si legge; la quantità espressa in KW ore dal momento dell'apertura dell'impianto e quella di anidride carbonica non emessa nell'atmosfera espressa in chilogrammi.Il nuovo impianto fotovoltaico, realizzato con il contributo “Conto energia” riceverà in termini remunerativi circa 120 mila euro all'anno per la durata di 20 anni. La realizzazione è stata effettuata da una ditta di Mombaruzzo. Stefano Duberti

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