L'itinerario ricalca nel paesaggio i caratteri dell'itinerario 2, tra boschi prati e calanchi.
Si segue la valle Bormida di Spigno fin oltre Montechiaro d'Acqui (vedi itinerario n. 2), si devia a destra dopo una galleria per MOMBALDONE mt. 219 - ab. 375) paese d'impianto medievale appartenuto ai marchesi Del Carretto. Di particolare interesse la porta medievale della cinta muraria, i ruderi del castello e la parrocchiale di S. Nicola, costruzione a pianta ellittica del sec. XVIII. Festa patronale l'8 settembre, Natività di Maria Vergine.
Si prosegue salendo alla torre medievale di Vengore, una delle migliori sia per altezza, per conservazione e per la posizione panoramica, attribuita al sec. XIV.
25 Si prosegue sull'alto crinale, lasciando sulla sinistra presso il cimitero, la chiesa romanico-gotica dì S. Giovanni con campanile romanico e nell'interno nell'abside interessanti affreschi del sec. XV, per giungere a ROCCAVERANO (mt. 759 - ab. 900), uno tra i più importanti centri minori delle Langhe, che offre una meravigliosa vista panoramica degli Appennini e delle Alpi Occidentali unitamente alla sere dei colli della Langhe e del Monferrato. Di particolare interesse la parrocchiale dell'Assunta edificata nel 1509, di finissime linee rinascimentali, in pietra locale arenaria, attribuita forse a disegno del Bramante. L'interno è interessante per la sua tipica architettura rinascimentale. Questa costruzione venne edificata per conto della famiglia Bruni, per interessamento di Enrico Bruni che fu segretario e tesoriere di Giulio II della Rovere.
Sulla piazza, di fronte alla chiesa, sono i resti del castello di cui è rimasta solo una delle pareti ornata di tre belle bifore gotiche. All'interno del castello si innalza la possente torre cilindrica (visitabile all'interno) caratterizzata alla sommità da una triplice fila di archetti ciechi. Festa patronale il 25 Marzo, Annunciazione di Maria Vergine, in maggio sagra del polentone. È centro tipico della produzione della famosa robiola che da questo paese prende la denominazione di origine.
Si scende lungo la valle Bormida di Cortemilia (la romana Curtis Aemilia) sempre con viste estese, lasciando a sinistra OLMO GENTILE con rustico castello in pietra del sec. XII, a destra SAN GIORGIO SCARAMPI che conserva del castello del sec XII ridotto a rudere solamente la torre con alla sommità un doppio giro di archetti ciechi.
Si raggiunge il fondo valle della Bormida di Millesimo e a Km. 1 prima di Vesime, presso il cimitero, c'è la pieve romanica dell'Assunta con bella facciata settecentesca purtroppo in stato di abbandono.
VESIME (mt. 225 - ab. 961) patria dello storico piemontese Baudi di Vesime, conserva su un colle i resti medievali di un castello degli Scarampi smantellato nel 1644. Pure medievale è il palazzo comunale con porticato gotico e torre seicentesca. Patrono S. Martino (11 novembre).
Si scende per la strada tortuosa del fondo valle oltrepassando CESSOLE (mt. 219 - ab. 655) con parrocchiale dell'Assunta a due piani sovrapposti del 1748. Festa patronale di S. Alessandro con sagra delle frittelle (3" domenica di maggio).
Oltrepassando Cessole si giunge a BUBBIO (mt. 225 -ab. 1000) situato su uno speronesopra la sponda sinistra della Bormida di Millesimo. Del castello del '400 restano scarsi ruderi incorporati in una villa. Conserva la parrocchiale dell'Assunta, costruzione barocca del 1759, con facciata curvilinea in cotto e con interno a pianta ellittica. Festa patronale il 15 Agosto
A Bubbio segue MONASTERO (mt. 191 - ab. 1100) che deriva il nome dall'antico cenobio benedettino di Santa Giulia, ora scomparso, di cui resta il campanile romanico costruito tra l'XI e il XII secolo; esso è collegato con un arcone al castello (del 1481 dei Della Rovere) costruzione d'impianto quadrato con quattro torri agli angoli.
Il paese, del periodo medievale, oltre ad alcune case conserva un ponte a tre arcate con cappella nel mezzo che scavalca la Bormida.
Patrona Santa Giulia con festa la domenica più vicina al 22 Maggio. Tipica è la sagra del Polentone. Esiste pure un importante sferisterio per il gioco del pallone elastico.
Si prosegue per Bistagno (vedi itinerario n. 2) e quindi per Acqui Terme.